Appena si entra al cancello, sulla destra c’è un’altra grande ala della Casa, questa, già esisteva prima della Casa di Riposo, perché era il convento dei frati minori, quando ai tempie ne erano tanti.

Da un po’ di anni questo stabile rimaneva vuoto e abbandonato, tanto che andava sempre più in rovina. Allora la superiora ha cominciato a guardare oltre, primo scopo è stato quello di recuperare questi locali e rimetterli un po’ in ordine ma, secondo e grande scopo è stato quello di far bene a tanti giovani, gruppi e famiglie che cercano momenti di riposo per il corpo e soprattutto per lo spirito.

La “Casa di Accoglienza”, funziona in “AUTOGESTIONE”, significa che noi offriamo i locali, cominciando dalla cucina, sala da pranzo, salone per conferenze, sala ricreativa e camere da letto, per mangiare e per il riassetto della casa ci devono pensare le persone che la occupano.

Tutto questo per quanto riguarda il nostro fratello corpo , come lo chiamava S. Francesco. Poi bisogna pensare alla pace interiore e quella dello spirito; già l’ingresso invita a meditare, perché si passa attraverso un chiostro antico del convento e quindi ci porta a pensare alla pace che donava a tutti S. Francesco, infatti nell’interno dell’accoglienza si può trovare una piccola cappellina proprio nello stile francescano e al fianco del chiostro abbiamo la Chiesa grande antica dedicata a S. Domenico , perché prima dei Francescani c’erano i Domenicani , anche questa si può usare nelle celebrazioni. Dopo le corse affannose di ogni giorno,ogni tanto fermarsi ad assaporare il silenzio non può fare altro che bene.

Pace e bene

casadia

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